Ti è mai capitato di aprire la bolletta della luce e pensare, “Ok, ma perché sto pagando anche questo”? Il canone TV funziona proprio così: entra in casa con la corrente, silenzioso, regolare, e ogni anno ci costringe a rimettere ordine tra cifre, scadenze e possibili esenzioni. Nel 2026 le regole sono più chiare che nuove, ma proprio per questo conviene fissarle bene in testa, per non pagare più del dovuto.
Quanto costa davvero nel 2026
La Legge di Bilancio 2026 conferma l’importo: 90 euro annui. Nessuna riduzione rispetto al 2025, e sì, è un salto se ripensi al 2024, quando era sceso a 70 euro.
La parte “furba” (o irritante, dipende dai punti di vista) è che non lo paghi in un’unica soluzione: il costo viene spezzato e infilato direttamente nella bolletta elettrica dell’abitazione principale.
Ecco come si distribuisce:
| Periodo 2026 | Importo in bolletta |
|---|---|
| Gennaio, Febbraio, Marzo | 9 euro al mese |
| Aprile, Maggio, Giugno | 9 euro al mese |
| Luglio, Agosto, Settembre | 9 euro al mese |
| Ottobre | 9 euro |
| Novembre, Dicembre | 0 euro |
In totale fanno 10 rate da 9 euro, da gennaio a ottobre, con novembre e dicembre “puliti”.
Come avviene il pagamento (e perché non devi fare nulla)
Nel 2026 il pagamento resta automatico: se hai un contratto di fornitura elettrica intestato per la residenza, il canone viene addebitato dal tuo fornitore direttamente in bolletta. Non devi compilare moduli, non devi ricordarti scadenze mensili, non devi fare bonifici.
In pratica, la logica è questa: il possesso di un apparecchio TV è considerato, salvo eccezioni, collegato alla famiglia anagrafica, e quindi alla casa. È un meccanismo costruito per ridurre l’evasione, e che negli anni è diventato la normalità per quasi tutti.
Se vuoi un riferimento culturale (e anche un po’ emotivo) su cosa stai finanziando, basta pensare a RAI, che è il perno storico del servizio pubblico radiotelevisivo in Italia.
Disdetta ed esenzioni, quando puoi evitarlo davvero
Qui arriva la parte che interessa di più, perché la “disdetta” non è una cancellazione generica: si parla di esonero (o dichiarazione sostitutiva) in casi precisi.
1) Non hai la TV in casa
Se non possiedi alcun televisore, puoi chiedere l’esonero. Attenzione, conta il possesso, non l’uso. E non basta dire “non guardo la TV”.
Le finestre temporali sono queste:
| Situazione | Cosa fare | Periodo utile |
|---|---|---|
| Esonero per tutto il 2026 (no TV) | Inviare dichiarazione | 1 luglio 2025, 31 gennaio 2026 |
| Esonero solo II semestre 2026 | Inviare dichiarazione | 1 febbraio 2026, 30 giugno 2026 |
Il consiglio più concreto è anche il più semplice: conserva la documentazione e una copia della dichiarazione inviata, perché in caso di controlli ti salva tempo e nervi.
2) Esonero over 75
Se hai 75 anni o più e un reddito annuo complessivo (tu più coniuge) non superiore a 8.000 euro, puoi chiedere l’esenzione, a patto che non ci siano altri conviventi con reddito (le badanti sono escluse dal conteggio).
Scadenza da segnare: entro il 31 gennaio 2026.
Bonus TV e rottamazione, il lato pratico del “vedo o non vedo”
Accanto al canone c’è un altro tema che nel 2026 torna a bussare: l’adeguamento al digitale terrestre, con standard DVB-T2/HEVC Main10. Tradotto in vita reale: alcuni canali rischiano di sparire su TV vecchie o decoder non compatibili.
Qui entrano in gioco due incentivi:
- Bonus TV 2026, sconto fino a 100 euro su TV o decoder compatibili, per ISEE fino a 20.000 euro, uno per nucleo familiare.
- Bonus rottamazione TV, sconto del 20% fino a 100 euro rottamando una TV acquistata prima del 22 dicembre 2018, senza limiti ISEE, in alcuni casi cumulabile con il bonus precedente.
La regola d’oro per non sbagliare
Se paghi in bolletta e non rientri in un’esenzione, nel 2026 il canone è quello: 90 euro, punto. Ma se non hai la TV o hai i requisiti over 75, le scadenze contano più dell’importo. Perché il vero rischio non è pagare 9 euro al mese, è pagare 90 euro per abitudine quando potevi evitarlo con una richiesta fatta in tempo.




