Ti è mai capitato di dire “lo sapevo, ma l’ho fatto lo stesso”? A volte sembra che dentro di noi convivano tre voci diverse, una che sente, una che calcola, una che reagisce di pancia. In astrologia, questa sensazione viene raccontata come una predisposizione: alcuni segni decidono più con il cuore, altri con la testa, altri ancora con l’istinto.
I tre “cervelli” che si contendono le tue scelte
L’idea, affascinante e sorprendentemente pratica, è che non ragioniamo sempre nello stesso modo. C’è una parte più viscerale (presente, corpo, impulso), una più relazionale (emozioni, appartenenza, bisogno di essere visti), e una più mentale (progetto, senso, futuro).
Questa chiave di lettura non serve a incasellarti, serve a darti un linguaggio per riconoscere cosa sta guidando davvero una decisione, soprattutto quando ti senti diviso.
La suddivisione Astrosofia, una mappa semplice da ricordare
Secondo la classificazione dell’Astrosofia, i 12 segni si raggruppano in tre blocchi, come se avessero un “cervello dominante”:
- Cervello-pancia (istinto, corpo, qui e ora): Ariete, Toro, Gemelli, Cancro
- Cervello-cuore (relazioni, emozioni, accettazione sociale): Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione
- Cervello-testa (coscienza, scopo, futuro): Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci
Se già ti stai riconoscendo, è normale: spesso basta leggere il gruppo per intuire il proprio stile decisionale.
Quando decide la pancia: Ariete, Toro, Gemelli, Cancro
Qui la scelta è rapida, quasi fisica. È quel “sì” o “no” che senti prima ancora di spiegarti il perché.
- Ariete: energia frontale, scatta, parte, poi semmai aggiusta. Non a caso, nella tradizione simbolica è legato alla testa, e l’immagine è proprio quella di chi va “a testa alta”, con il rischio di tensioni tipo mal di testa quando l’impulso non trova sfogo.
- Toro: decide con la concretezza, se è stabile e sensato per il corpo (comfort, sicurezza), allora è giusto.
- Gemelli: la pancia passa anche dalla curiosità, dall’istinto di capire, parlare, muoversi.
- Cancro: istinto protettivo, reagisce per difendere ciò che ama. Se qualcosa minaccia la “casa”, interiore o reale, la risposta arriva subito.
Parola chiave: immediatezza.
Quando decide il cuore: Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione
Qui si sceglie pensando a cosa significa per i legami, per l’immagine di sé, per l’intensità emotiva. È un mondo in cui il “come mi fa sentire” pesa tantissimo.
- Leone: simbolicamente associato al cuore, e si sente. Cerca calore, passione, generosità, vuole che la scelta abbia un battito.
- Vergine: il cuore passa dalla cura, dal fare bene per gli altri, dall’essere utile, è emotiva in modo pratico.
- Bilancia: decide con la bussola dell’armonia, valuta l’equilibrio tra me e te.
- Scorpione: sceglie con intensità, fiuta la verità emotiva e non sopporta le mezze misure.
Parola chiave: relazione.
Quando decide la testa: Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci
Qui entra in scena la visione. Non sempre è “fredda razionalità”, spesso è una mente che cerca senso, direzione, prospettiva.
- Sagittario: segue entusiasmo e avventura, ma con una logica di crescita, del “dove mi porta”.
- Capricorno: strategico, orientato alla stabilità. Non stupisce la corrispondenza simbolica con ossa e ginocchia, struttura, sostegno, regole.
- Acquario: sceglie per idea, principio, futuro, spesso con un passo in avanti rispetto al presente.
- Pesci: mente immaginativa e spirituale, ragiona per intuizioni ampie, come se collegasse punti invisibili.
Parola chiave: progetto.
Il vero punto: bilanciare, non etichettarsi
Una lettura psicologica moderna direbbe che l’astrologia racconta predisposizioni, non condanne. L’obiettivo più utile è imparare a fare una piccola “triangolazione” prima di decidere:
- Cosa mi dice la pancia adesso?
- Cosa desidera il mio cuore, anche se non lo ammetto?
- Cosa suggerisce la testa se guardo tra sei mesi?
Se il tuo segno spinge forte in una direzione, prova a “invitare al tavolo” anche le altre due voci. È lì che nasce la scelta più tua, quella che non devi difendere a posteriori, perché ti somiglia davvero. E forse è questo il segreto: non scegliere tra cuore e testa, ma farli parlare la stessa lingua.




