Ti è mai capitato di guardare un vecchio atto di acquisto di un terreno e pensare, quasi incredulo, “ma davvero vale ancora così poco, almeno per il Fisco?” Ecco, la notizia che sta circolando in queste settimane va dritta lì: con la Legge di Bilancio 2026 arriva una rivalutazione fiscale strutturale dei terreni che, in certi casi, può far “valere il doppio” il tuo appezzamento, non perché la terra cambi magicamente, ma perché cambia il valore fiscalmente riconosciuto. E questo, quando vendi o pianifichi, fa tutta la differenza del mondo.
Perché “potrebbe valere il doppio” (senza magie)
Il punto non è aumentare il valore di mercato, quello lo decide il mercato. Il punto è allineare il valore fiscale storico a quello reale, spesso molto più alto.
Con la nuova impostazione, puoi scegliere di rivalutare il terreno tramite:
- perizia asseverata (un tecnico stima il valore di mercato e lo “certifica”),
- pagamento di una imposta sostitutiva del 18% sul valore rivalutato,
- possibilità di rateizzare in tre anni, così da non drenare liquidità tutta insieme.
Se oggi il terreno è “caricato” a valori vecchi (succede spesso con acquisti datati, successioni, donazioni), la rivalutazione può portare a un valore fiscale anche vicino al mercato. E se il mercato è molto più alto del valore storico, ecco l’effetto “raddoppio”.
Come funziona la rivalutazione fiscale, passo per passo
Qui conviene essere concreti, come quando si fa un preventivo e non si vuole alcuna sorpresa.
Verifica se ti conviene
L’obiettivo tipico è ridurre o azzerare la plusvalenza tassabile in caso di vendita, oppure rendere più ordinata una pianificazione familiare o aziendale.Fai redigere una perizia asseverata
Serve una stima formale del valore di mercato (qui entra in gioco un professionista abilitato). La perizia è il cuore dell’operazione.Paghi l’imposta sostitutiva (18%)
Si calcola sul valore rivalutato. Puoi pagare:
- in un’unica soluzione, oppure
- in tre rate annuali, per gestire meglio il cash flow.
- Rispetti la scadenza
La finestra indicata porta al 30 novembre 2026: segnala la data come faresti con un rogito, perché è quella che regge tutto il castello.
Una parola chiave che torna spesso, parlando di terreni, è catasto, perché molte distanze tra valore “sulla carta” e valore reale nascono proprio lì.
La novità che cambia le regole del gioco: è strutturale
Finora questi meccanismi arrivavano a ondate, quasi come “occasioni” fiscali. Qui la differenza è che il meccanismo diventa permanente: riguarda terreni agricoli e edificabili e punta a un allineamento più stabile tra valori storici e valori reali.
In pratica, se stai ragionando su:
- vendita nei prossimi anni,
- passaggio generazionale,
- riorganizzazione di patrimoni familiari,
avere un valore fiscale aggiornato può essere una leva enorme.
Opportunità 2026: non solo rivalutazione, anche strumenti per comprare o crescere
Il 2026 non parla solo di “tasse”, parla anche di accesso alla terra e investimenti.
Generazione Terra 2026 (ISMEA)
In apertura prevista in primavera 2026, con focus su giovani 18-41 anni, donne e startup agrarie:
- finanziamento fino al 100% del prezzo di acquisto,
- massimali: 1,5 mln € per imprenditori/startupper con esperienza, 500.000 € per chi ha solo titolo di studio agrario,
- contributo a fondo perduto fino a 100.000 € per primi insediamenti,
- mutui fino a 30 anni, con preammortamento opzionale di 2 anni.
Terre pubbliche in comodato gratuito (Piano Coltivaitalia)
Qui l’immagine è potente: ettari che tornano vivi.
- 8.417 ettari messi a bando,
- comodato gratuito per 10 anni,
- opzione di riscatto al 50% del valore iniziale,
- corsia pensata per giovani e donne.
Altri incentivi per investimenti
Tra le misure citate:
- finanziamenti ipotecari agevolati (2-20 mln €, fino a 15 anni),
- contributi a fondo perduto fino al 35% per investimenti (macchinari, produzione, agronomica),
- progetti fino a 1,5 mln € (IVA esclusa),
con una spinta su progetti sostenibili, riduzione input, agrivoltaico integrato e recupero di terre abbandonate.
Il mercato: perché questa finestra arriva nel momento “giusto”
Nel 2024 il valore medio nazionale dei terreni agricoli è stato indicato intorno a 22.400 €/ettaro, con crescita annua circa +1%. Non è un boom, è una salita lenta ma costante. E proprio in un contesto così, avere strumenti fiscali e finanziari più stabili può amplificare le scelte: vendere bene, comprare meglio, pianificare senza ansia.
Cosa fare adesso (senza farsi prendere dalla fretta)
Prima di muoverti, fai tre cose semplici:
- raccogli documenti di acquisto, successione o donazione,
- chiedi una simulazione a un consulente (valore attuale, valore rivalutato, imposta),
- verifica sempre i dettagli su fonti ufficiali (ISMEA e Agenzia delle Entrate), perché bandi e procedure 2026 vanno seguiti al millimetro.
La promessa del “vale il doppio” si risolve così: non è uno slogan, è un possibile effetto contabile e fiscale. E se giochi bene le carte entro il 30 novembre 2026, quel terreno può diventare molto più “forte” quando conta davvero.




