Hai questi dischi italiani in soffitta? Ecco la classifica di quelli che valgono una fortuna

C’è un momento, quando apri una scatola impolverata in soffitta, in cui l’aria cambia: odore di cartone, plastica, anni che tornano addosso. E poi lo vedi, un vinile con la copertina che ti guarda come se sapesse qualcosa. Ecco, alcuni dischi italiani non sono solo ricordi, sono oggetti da collezione che, se in condizioni giuste, possono arrivare a cifre davvero sorprendenti.

La classifica dei vinili italiani che possono valere una fortuna

Qui sotto trovi una selezione, basata su fonti e circuiti di collezionismo specializzato, dei titoli più rari e richiesti. I valori indicati sono realistici solo per prime stampe e condizioni alte (idealmente NM/Mint).

  1. Doppio EP di Adriano Celentano (1958)
    Otto brani in chiave rock & roll, con rarità estrema: ogni supporto, se autentico e ben conservato, può arrivare intorno ai 7.000 euro. È uno di quei pezzi che, quando spunta, fa tremare le mani.

  2. Ad Gloriam, Le Orme (1969, Car Juke Box)
    Primo album dal sapore psichedelico, tiratura limitata, ricercatissimo dagli appassionati di prog italiano. Quotazioni fino a 3.000 euro in ottimo stato.

  3. Arbeit Macht Frei, Area (1973, Cramps Records)
    Un capolavoro che unisce musica e messaggio, diventato un “mostro sacro” per chi colleziona progressive. La prima stampa può superare 2.500 euro.

  4. Dolce di giorno/Per una lira, Lucio Battisti (1966, Ricordi)
    Il primissimo singolo, nato in poche copie e venduto ancora meno all’epoca. Oggi, se completo e pulito, può andare oltre i 2.000 euro.

  5. Nel blu dipinto di blu, Domenico Modugno (1958, Fonit Cetra)
    Il 45 giri iconico, ma attenzione: non basta “Volare”, serve la prima edizione giusta. In quel caso si parla spesso di oltre 2.000 euro.

  6. Contrasto, Pooh (1968)
    Storia particolare: pubblicato in circa 1.000 copie e poi ritirato. Proprio questo dettaglio lo rende ambito. Valore medio intorno a 1.200 euro.

  7. Ingresso Libero, Rino Gaetano (1974)
    Debutto discografico, con pochissime copie sopravvissute e una leggenda che vuole molte distrutte. Quotazioni tra 1.200 e 1.400 euro.

  8. Fetus, Franco Battiato (prima edizione con maschera)
    Qui la differenza la fa la versione: la prima stampa “giusta” è rarissima e può superare i 1.000 euro.

  9. Vento Caldo/Marciapiede, Franco Battiato (1971, Philips 6025 031)
    45 giri mai davvero diffusissimo, registrato prima e pubblicato dopo. Se completo e ben tenuto, vale circa 1.000 euro.

  10. Mina con voi, Mina (1969, Ri-Fi, raccolta promozionale)
    Questo è un classico “tranello” da soffitta: esistono edizioni graficamente simili ma molto comuni. La versione promozionale rara sta mediamente sui 1.100 euro, con punte fino a 2.700 euro.

  11. Anime Salve, Fabrizio De André (1996, numerato)
    Tiratura limitata (circa 2.500 copie), molto cercato. Il vinile può valere circa 500 euro, mentre alcune versioni vinile+CD arrivano anche a 1.500 euro. Nel mondo del collezionismo è una di quelle uscite “tardi” diventate preziose.

Come capire se il tuo disco è davvero quello “giusto”

Qui è dove si gioca tutto: lo stesso titolo può valere 30 euro o 3.000. Conta la combinazione di dettagli.

  • Prima stampa: etichetta, codice, matrici, logo della casa discografica, spesso cambiano tra ristampe.
  • Condizioni del vinile: graffi profondi e fruscio abbassano drasticamente il valore.
  • Copertina originale: soprattutto se apribile, con inserti, poster o buste interne.
  • Edizioni promozionali e ritiri: sono le più “calde” sul mercato.

La regola d’oro prima di vendere

Non pulire “a caso” e non buttarti su valutazioni improvvisate. Fotografa bene etichetta e copertina, annota codici e matrici, poi confronta con cataloghi e quotazioni affidabili. Se hai anche solo uno dei titoli sopra, vale la pena farlo valutare da un esperto: a volte, la fortuna era davvero lì, tra una trave e una scatola dimenticata.

E se ti chiedi qual è la categoria più ambita oggi, te lo dico senza misteri: prime stampe, prog anni ’70 e singoli d’esordio sono spesso i tre ingredienti che trasformano un disco in un piccolo tesoro. Un tesoro che, magari, è già in casa tua.

Redazione Vetrina Notizie

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