Capita più spesso di quanto si pensi: superi i 55 anni, il lavoro si interrompe, e ti ritrovi con una domanda che pesa, “E adesso, come faccio a rientrare in un sostegno concreto?”. La risposta esiste, ma va messa a fuoco bene, perché non basta avere più di 55 anni per ottenere automaticamente l’Assegno di Inclusione.
Prima cosa: che cos’è davvero l’Assegno di Inclusione
L’Assegno di Inclusione (ADI) è un sostegno economico pensato per i nuclei familiari in condizione di fragilità e con requisiti economici specifici. Non è un “bonus per disoccupati” in senso generico: è legato sia alla situazione reddituale sia alla composizione della famiglia.
E qui arriva il punto chiave che spesso spiazza.
Hai più di 55 anni: quando puoi accedere davvero
Se sei disoccupato over 55, puoi accedere all’ADI solo se nel tuo nucleo c’è almeno una delle seguenti condizioni:
- un minorenne
- una persona con disabilità
- una persona con almeno 60 anni
- una persona in condizioni di svantaggio seguita dai servizi (in percorsi specifici)
Quindi, se hai 55, 56, 57, 58 o 59 anni e vivi da solo (o con adulti “occupabili” senza fragilità), è possibile che l’ADI non sia lo strumento giusto. In quel caso, spesso l’alternativa è il Supporto per la Formazione e il Lavoro (SFL), che punta sull’attivazione lavorativa con un’indennità legata alla partecipazione a percorsi formativi o di reinserimento.
Se invece hai 60 anni o più, oppure in famiglia c’è un over 60, allora l’ADI diventa una possibilità concreta, sempre con i requisiti economici.
Requisiti economici: la parte che decide tutto
Qui conviene essere molto pratici. Per l’ADI contano soprattutto:
- ISEE entro una soglia stabilita (in genere 9.360 euro).
- Reddito familiare sotto un limite calcolato con la scala di equivalenza.
- Patrimonio entro determinati tetti:
- immobiliare (esclusa la prima casa entro certi limiti) non oltre soglie previste
- mobiliare (conti, depositi) entro massimali che variano in base al nucleo
- Vincoli su alcuni beni “di lusso” o veicoli di cilindrata elevata e immatricolazioni recenti (a seconda delle regole in vigore).
Se vuoi fare una verifica veloce, il primo passo reale è sempre lo stesso: aggiornare l’ISEE. È la tua fotografia economica, e senza quella non si parte.
Come fare domanda, passo dopo passo
Quando ci sei dentro con requisiti e fragilità, la richiesta è abbastanza lineare. Puoi presentare domanda:
- online sul portale INPS
- tramite CAF o patronato (spesso è il modo più comodo se non vuoi impazzire tra credenziali e documenti)
Dopo l’accoglimento, non finisce lì: è previsto un percorso di attivazione.
Cosa succede dopo l’ok
- Si firma il Patto di Attivazione Digitale.
- Si viene indirizzati ai servizi sociali o ai centri per l’impiego, in base al profilo del nucleo.
- Arriva la Carta di Inclusione, con cui vengono erogate le somme e con cui si effettuano spese consentite.
Quanto si prende e per quanto tempo
L’importo non è uguale per tutti, perché integra il reddito fino a una soglia. In più può esserci una quota per l’abitazione, ad esempio:
- contributo per affitto fino a un massimo mensile previsto
- in alcuni casi, quota per mutuo entro un limite
La durata tipica è 18 mesi, con possibilità di rinnovo dopo una breve sospensione, secondo le regole vigenti.
Il consiglio più utile, se vuoi muoverti “subito”
Se oggi sei senza lavoro e hai più di 55 anni, la strada più rapida è questa:
- Fai o aggiorna l’ISEE (anche in giornata tramite CAF).
- Verifica se nel nucleo c’è una condizione che apre all’ADI (over 60, minori, disabilità).
- Se non c’è, informati subito sullo SFL, perché è spesso la risposta concreta per chi è considerato “occupabile”.
- Presenta domanda con supporto CAF, così riduci errori e tempi morti.
La cosa importante è non restare bloccati sull’età: il sistema non premia “solo” l’essere over 55, premia la combinazione tra fragilità familiare e requisiti economici. Quando incastri questi due elementi, l’assegno non è un miraggio, diventa un percorso reale e attivabile.




