Vuoi comprare un lingotto d’oro da 20 grammi? Ecco il prezzo reale e se conviene

C’è un momento, quando inizi a guardare l’oro da vicino, in cui tutto sembra semplice: “Compro un lingottino da 20 grammi e ho finito”. Poi ti accorgi che il prezzo “vero” non è un numero solo, e che il tema tasse, soprattutto nel 2026, può cambiare parecchio la convenienza, soprattutto se quell’oro lo possiedi già da tempo, magari senza una fattura in un cassetto.

Quanto costa davvero un lingotto d’oro da 20 grammi

Il punto di partenza è sempre il valore dell’oro “puro” (spot/fixing). Un lingotto da 20 g, se è oro da investimento con titolo almeno 995/1000, contiene 20 grammi di fino. Quindi il prezzo teorico è:

Prezzo teorico = (quotazione €/g) × 20

Ma nella pratica entrano altri pezzi di costo, che spiegano perché due preventivi possono essere diversi anche lo stesso giorno.

Le componenti del “prezzo reale”

  • Quotazione dell’oro: spesso ancorata a riferimenti internazionali (come il fixing), poi convertita in euro.
  • Premium: il ricarico del venditore, che copre conio/raffinazione, logistica, rischio, margine.
  • Taglio: sui tagli piccoli (come 20 g) il premium tende a pesare di più rispetto, per esempio, a 100 g o 1 kg.
  • Certificazione e tracciabilità: lingotti sigillati, con certificato e seriale, tendono a spuntare prezzi più alti.
  • Spread di riacquisto: la differenza tra prezzo di acquisto e prezzo a cui te lo ricomprano. È qui che spesso si “perde” più di quanto si immagina.

Nota importante: l’oro da investimento (lingotti e molte monete idonee) è in genere esente IVA, mentre l’IVA al 22% riguarda tipicamente oggetti non qualificabili come investimento (o lavorati). Quindi quando senti parlare di IVA, chiedi sempre che cosa stai comprando esattamente.

Quando conviene comprare, e quando no

La convenienza non è solo “sale o scende la quotazione”. È anche una questione di obiettivo e orizzonte.

In quali casi ha senso

  1. Diversificazione patrimoniale: l’oro fisico può essere un paracadute, non un biglietto della lotteria.
  2. Protezione di lungo periodo: se lo pensi come riserva, lo spread iniziale pesa meno.
  3. Portabilità: 20 g è un taglio “maneggevole”, più facile da frazionare rispetto a un lingotto grande.

Quando rischi di pentirtene

  • Se lo compri “per fare trading”: tra premium e spread, devi recuperare terreno prima ancora di guadagnare.
  • Se non consideri la custodia (cassaforte, cassetta di sicurezza, assicurazione).
  • Se ti serve liquidità a breve: potresti vendere in un momento sfavorevole.

La novità 2026: tassazione agevolata al 12,5% per chi ha oro senza documenti

Qui arriva la parte che sta facendo drizzare le antenne a tanti. È stata proposta una misura (in discussione come emendamento alla Legge di Bilancio 2026) che introduce una rivalutazione fiscale volontaria per chi possiede oro fisico da investimento (lingotti, monete, placchette con titolo ≥995/1000) senza documentazione d’acquisto, già detenuto al 1° gennaio 2026.

Finestra temporale (secondo la proposta)

  • Adesione: dal 1° gennaio al 30 giugno 2026
  • Versamento: entro 30 settembre 2026
  • Possibilità di pagamento in 3 rate, con interesse annuo del 3%

Perché lo Stato la vuole

L’idea è facilitare l’emersione di oro non dichiarato, stimato in Italia tra 4.500 e 5.000 tonnellate, con un valore complessivo indicativo di 499-550 miliardi di euro. Il gettito ipotizzato, con adesione minima del 10%, sarebbe tra 1,6 e 2 miliardi.

Perché potrebbe convenire a chi aderisce

Il vantaggio chiave è che pagheresti un’imposta sostitutiva del 12,5% sul valore attuale, invece di ritrovarti in futuro a pagare il 26% sul capital gain, magari senza riuscire nemmeno a dimostrare un costo d’acquisto.

In più, la rivalutazione “fissa” un nuovo valore di carico: da lì in avanti, eventuali future plusvalenze sarebbero tassate al 26% solo sulla differenza rispetto al valore rivalutato.

Esempio pratico (come riportato nelle ipotesi): su oro dal valore di 3.000 €, imposta al 12,5% = 375 €, con un risparmio stimato di 405 € rispetto al 26% (in uno scenario comparabile).

Attenzione: la proposta non riguarderebbe la gioielleria, e, soprattutto, è una misura “in bozza”, quindi da confermare.

Quindi: lingotto da 20 g, conviene?

Dipende da chi sei, davvero.

  • Se vuoi comprare oggi un lingotto da 20 g con documentazione regolare: il ragionamento è classico, prezzo spot più premium, poi tassazione sulle plusvalenze al 26% quando vendi.
  • Se invece hai già oro fisico senza documenti, magari ereditato o acquistato anni fa, la proposta 2026 può essere una finestra unica: paghi il 12,5% sul valore e ti metti in regola, rendendo più semplice anche una futura vendita.

Se vuoi un criterio semplice: l’oro è una storia di fiducia e tempi lunghi, la nuova agevolazione (se approvata) è una storia di certezza fiscale. E quando le due cose si allineano, la convenienza smette di essere un’impressione e diventa una strategia. Per orientarti sui concetti di base e sulle differenze, una parola chiave da tenere a mente è oro, perché capire che cosa stai davvero comprando è metà del lavoro.

Redazione Vetrina Notizie

Redazione Vetrina Notizie

Articoli: 181

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *