Ti è mai capitato di aprire un vecchio cassetto, magari quello “delle cose che non si buttano”, e trovarti in mano un gettone telefonico? A me è successo, e per un attimo ho sentito il rumore delle cabine, l’odore di metallo e quel gesto automatico di infilare il disco e aspettare la linea. Il bello è che, oltre alla nostalgia, alcuni gettoni degli anni ’60 e ’70 possono nascondere un piccolo tesoro, ma solo se sai dove guardare.
Perché quasi tutti valgono poco, ma alcuni “accendono” le aste
Partiamo dalla verità che spesso delude, la maggior parte dei gettoni telefonici anni ’60 e ’70 ha un valore collezionistico modesto. Parliamo in genere di 1-3 euro per gli esemplari comuni, magari un po’ di più se ben conservati.
E allora perché certi pezzi diventano ricercatissimi dai collezionisti? Per due motivi concreti:
- la presenza di sigle specifiche (quelle combinazioni del tipo 71/10, 73/04, e così via)
- lo stato di conservazione, che nel collezionismo conta quasi quanto la rarità
In pratica, due gettoni apparentemente identici possono vivere su due pianeti diversi, uno finisce in un mucchietto da pochi euro, l’altro in un’asta con rilanci.
Le sigle da controllare subito (e quanto possono valere)
Se hai una manciata di gettoni, il primo controllo è semplice: cerca la sigla, di solito in formato anno/mese. Alcune varianti coniate tra il 1959 e il 1982, quindi pieno periodo anni ’60 e ’70, sono note per spuntare cifre interessanti quando sono in ottime condizioni.
Ecco una panoramica utile, con stime che dipendono molto dal mercato e dalla conservazione:
| Sigla | Anno | Valore indicativo (ottime condizioni) |
|---|---|---|
| 65/04 | 1965 | fino a 45-50 euro |
| 71/10 | 1971 | fino a 70 euro |
| 73/04 | 1973 | fino a 60 euro |
| 74/12 | 1974 | fino a 50 euro |
| 75/02 | 1975 | 10-20 euro |
| 77/04 | 1977 | fino a 50 euro |
| 77/06 | 1977 | 10-20 euro |
| 78/03 | 1978 | fino a 20 euro |
| 78/09 | 1978 | 5-15 euro |
| 79/01 | 1979 | 15-20 euro |
| 79/05 | 1979 | circa 15 euro |
| 80/11 | 1980 | 15-20 euro |
Un dettaglio importante: queste cifre hanno senso soprattutto per pezzi lucidi e poco usurati. Se il gettone è “stanco”, graffiato, smussato o molto scuro, il prezzo può scendere rapidamente.
Le eccezioni davvero preziose: ESM senza logo
Qui arriva la parte che fa davvero drizzare le antenne. Alcuni gettoni ESM privi di logo, attribuiti a produzioni degli anni ’60 e ’70, possono valere molto di più rispetto alla media. In questi casi si parla di una forbice ampia, indicativamente 50-300 euro, a seconda della serie e delle caratteristiche del singolo esemplare.
Sono quelli che, se capitano in mano, meritano una verifica accurata, magari confrontandoli con cataloghi e foto affidabili, perché basta un particolare sbagliato per confondere una variante interessante con un comune “simile”.
Cosa fa salire il prezzo: una mini checklist
Nel mondo del collezionismo, o meglio della numismatica applicata anche agli oggetti affini, il valore nasce dall’incrocio tra domanda e qualità. Ecco cosa controllare:
- Conservazione: un gettone quasi perfetto può anche raddoppiare la quotazione rispetto a uno usurato.
- Dettagli di conio: piccoli errori di conio (assenze, anomalie, particolari inconsueti) possono portare alcuni pezzi oltre i 60 euro.
- Pulizia “giusta”: attenzione, lucidare aggressivamente può rovinare superfici e rilievi, e quindi abbassare l’interesse dei collezionisti.
- Domanda del momento: certe sigle diventano più richieste in base alle tendenze di aste e forum.
Dove venderli (senza svenderli)
Se hai individuato una sigla interessante, la strategia migliore è non avere fretta. I canali più usati sono:
- eBay, utile per confrontare venduti reali e non solo annunci
- negozi di numismatica e antiquariato, se vuoi una valutazione rapida
- fiere e mercatini specializzati, perfetti per parlare con collezionisti dal vivo
Il consiglio pratico che mi darei da solo è questo: fotografa bene fronte e retro, fai una foto ravvicinata della sigla, descrivi onestamente la conservazione. Nel mondo dei gettoni, la differenza tra “carino” e “splendido” non è un dettaglio, è il prezzo.




