Quante volte hai aperto un cassetto “delle cose” e ti sei ritrovato tra le dita un pugno di monetine dimenticate? Ecco, quella sensazione di nostalgia può trasformarsi, in casi rarissimi ma reali, in una piccola soddisfazione economica. Perché sì, alcune 10 lire con la spiga possono valere ben più del loro facciale, ma solo se sai cosa guardare.
Le 10 lire “Spighe”, cosa hai davvero in mano
Le 10 lire con la spiga (dette anche “Spighe”) sono state coniate dalla Repubblica Italiana dal 1951 al 2001. Sono in lega Italma, pesano 1,6 g, hanno diametro 23,3 mm e contorno liscio. In pratica, una delle monete più comuni della nostra memoria.
E proprio qui sta il punto: la maggior parte vale poco. Un esemplare comune, anche ben tenuto, spesso si muove tra 1 e 5 euro in FDC (Fior di Conio), cioè in condizioni praticamente perfette. Ma alcune annate e varianti, soprattutto se impeccabili, cambiano totalmente la storia.
La regola d’oro: la conservazione è tutto
Prima ancora dell’anno, viene lo stato.
- FDC (Fior di Conio): nessun graffio evidente, rilievi intatti, aspetto “nuovo”
- SPL (Splendida): leggerissimi segni, ma dettagli ancora pieni
- BB o inferiore: moneta circolata, bordi e rilievi consumati, valore spesso vicino allo zero
Se la tua moneta ha righe profonde, colpetti o scritte “smangiate”, è quasi certo che resti un ricordo e basta. Se invece sembra appena uscita dalla Zecca, allora vale la pena continuare.
Le annate e varianti che possono valere una “piccola fortuna”
Qui arriviamo al cuore della caccia. In FDC, questi sono i casi che fanno alzare le sopracciglia.
I pezzi più interessanti (indicazioni di mercato)
- 1954
- Considerata la più ricercata tra le “comuni”
- In FDC può arrivare a 80-90€
- In SPL può spingersi fino a circa 20€
- Il paradosso è che, pur con una tiratura alta, trovarla davvero perfetta è difficile
- 1991 con rovescio capovolto (errore)
- Qui si entra nel territorio degli errori di conio
- Se autentico e in alta conservazione, può arrivare fino a 150€ (e talvolta oltre, a seconda dell’asta)
- 1996-1998 “spighe lunghe”
- Variante più rara rispetto alle “spighe corte”
- Spesso associata a monete provenienti da serie Zecca
- In FDC può valere 15-20€
- Annate comuni (indicativamente)
- 1951-1953, 1969-1990, 1992-1999: spesso 2-8€ in FDC
- 1966, 1967, 1983, 1984: possono stare intorno a 5€
Come riconoscere “spighe lunghe” e varianti, senza strumenti da laboratorio
Non serve diventare numismatici in una notte, basta un po’ di attenzione e una buona luce.
- Guarda il rovescio, la spiga deve apparire più “slanciata”
- Nelle spighe lunghe gli steli sembrano estendersi di più, l’insieme è più pieno e verticale
- Confronta con una spiga di un anno vicino che sai essere comune, spesso la differenza salta fuori subito
Un consiglio pratico: fai una foto ravvicinata, poi ingrandisci sul telefono. È il modo più semplice per non farti ingannare dall’occhio stanco.
Occhio ai falsi: il caso “1952” e i segnali sospetti
In questo mondo, purtroppo, esistono anche riproduzioni e falsi. Per alcune annate circolano esemplari sospetti, e un indizio ricorrente è un metallo che sembra troppo “morbido”, oppure assi girati e dettagli poco netti.
Se hai dubbi, non pulire la moneta e non lucidarla, perché potresti abbassarne il valore, e falla vedere a un perito o confrontala con immagini da cataloghi affidabili.
E se non è una “Spiga”? Le 10 lire che fanno davvero tremare il portafoglio
È qui che molti restano a bocca aperta: le “Spighe” possono sorprendere, ma altre 10 lire sono su un altro pianeta. Per esempio:
- 10 lire 1946 “Ulivo”, valori anche molto più alti
- 10 lire 1947 con varianti rarissime, cifre da capogiro
In generale, più ti avvicini alle prime emissioni della Repubblica Italiana, più entri in una zona interessante della numismatica.
Ultimo passo: come trasformare la curiosità in una valutazione reale
Per non restare nel “forse”, fai così:
- Seleziona solo le monete migliori (niente usurate)
- Controlla anno e variante, soprattutto 1954, 1991 errore, 1996-1998 spighe lunghe
- Confronta con risultati d’asta recenti o cataloghi aggiornati
- Se sembra promettente, chiedi una perizia
La verità è semplice e un po’ emozionante: nel 90% dei casi troverai monetine da pochi euro, ma nel restante 10% potresti scoprire un piccolo tesoro domestico. E a quel punto, quel cassetto non sarà più “delle cose”, sarà il tuo punto di partenza.




