Non potare l’ulivo in questo periodo dell’anno o rischi di rovinare la produzione

C’è un momento, ogni anno, in cui l’ulivo sembra dirti “adesso sì”. Eppure online gira l’allarme opposto, non potare in questo periodo o rovini tutto. La verità è più interessante, e soprattutto più utile: inizio febbraio può essere il momento giusto, ma solo se capisci cosa sta succedendo davvero nella pianta e nel meteo.

La frase “non potare ora” è vera solo a metà

Quello che spesso viene frainteso è il “periodo dell’anno”. Se parliamo di pieno inverno con gelate, potare può diventare un errore serio. Ma se parliamo di fine inverno, dopo le gelate più dure e prima della fioritura, allora la storia cambia.

In pratica, non è febbraio il nemico, è il gelo. Un taglio fresco su legno gelato significa tessuti più esposti, cicatrizzazione lenta e maggiore stress. Al contrario, quando le temperature si stabilizzano, la pianta riparte e reagisce meglio ai tagli.

Quando conviene davvero potare, e perché

La potatura secca, quella principale che imposta chioma e produzione, si fa in una finestra molto chiara: da fine inverno a inizio primavera.

Indicazioni pratiche (molto italiane, quindi reali):

  • Centro-sud: da gennaio ad aprile, ma solo se il periodo è mite e senza gelate in vista. In molti casi, inizio febbraio è perfetto.
  • Centro-nord: più prudenza, spesso si aspetta marzo o aprile, quando i mesi più freddi sono alle spalle.
  • Regola generale: pota quando le minime stanno sopra 2 o 3°C, non sono previste gelate e mancano almeno 3 settimane alla fioritura.

Il motivo è semplice e quasi “visivo”: in questa fase l’ulivo è ancora tranquillo, ma sta per rimettersi in moto. Se lo sistemi ora, indirizzi energie e gemme dove servono, senza rubare forza alla fioritura.

Cosa rischi se sbagli periodo (e non è un dettaglio)

Ecco quando l’avvertimento “rischi di rovinare la produzione” diventa reale:

  1. Potatura durante la raccolta (ottobre-dicembre)
    Tagliare mentre l’albero sta già investendo energie sui frutti lo indebolisce. E poi arriva l’inverno: ferite aperte e freddo non vanno d’accordo.
  2. Autunno e pieno inverno
    Con il gelo, i tessuti possono danneggiarsi più facilmente. Una potatura in quel momento rende la pianta più vulnerabile.
  3. Tagli drastici a ridosso della fioritura
    Se aspetti troppo e tagli mentre l’albero si prepara a fiorire, puoi spostare l’equilibrio vegetazione-produzione, con meno fiori e meno allegagione.

In altre parole, il problema non è potare “adesso”, è potare quando la pianta non può difendersi o quando le stai togliendo, all’ultimo, i rami che portano la produzione.

Il promemoria semplice per febbraio (specialmente al sud)

Se sei in una zona mite e stai valutando proprio questi giorni, prova a seguire questa mini-checklist:

  • Le previsioni non indicano gelate nei prossimi 7-10 giorni.
  • Le temperature notturne non scendono stabilmente sotto 2°C.
  • Vedi che la pianta è ancora in riposo o appena in ripartenza, niente fioritura imminente.
  • Hai tempo di fare una potatura ragionata, non una “sforbiciata” veloce.

Se queste condizioni ci sono, inizio febbraio è spesso un ottimo compromesso: il grosso del freddo è passato, e l’ulivo risponde con vigore senza andare in stress.

Gli errori di potatura che contano più del calendario

A volte ci fissiamo sulla data e dimentichiamo la mano. E invece gli sbagli che pesano sulla produzione sono questi:

  • Eliminare troppa chioma in una volta, riducendo foglie e riserve.
  • Lasciare la chioma troppo fitta, con poca luce e poca aria.
  • Fare tagli sfilacciati o non puliti, che cicatrizzano peggio.
  • Confondere succhioni e polloni con rami utili, togliendo o lasciando a caso.

Qui torna utile pensare alla pianta come a un piccolo “sistema di ventilazione”: luce dentro, aria che gira, rami ben distribuiti. Questo è il cuore della potatura, non il numero sul calendario.

E la potatura verde estiva?

Tra giugno e settembre si può intervenire, ma con un obiettivo diverso: togliere polloni e succhioni, alleggerire qualche eccesso, mai fare la potatura principale. È un ritocco, non il lavoro strutturale.

Il punto finale: potare ora può salvare la produzione

Quindi sì, quella frase acchiappa-click si scioglie così: non potare in questo periodo solo se c’è rischio di gelo o se sei troppo vicino alla fioritura. Ma se siamo a inizio febbraio, in clima mite, dopo le gelate e prima della ripresa vera, potare è non solo sicuro, spesso è la scelta migliore per salute dell’albero e produzione stabile. E quando lo fai nel momento giusto, te ne accorgi dalla primavera: l’ulivo risponde, e sembra quasi ringraziare.

Redazione Vetrina Notizie

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