C’è un errore che ho visto fare tante volte, spesso con le migliori intenzioni: prendere le forbici quando fuori fa freddo, “così sistemo l’albero prima che riparta”. Con l’albicocco, però, questa fretta può trasformarsi in un raccolto scarso, o peggio in una pianta che si indebolisce anno dopo anno.
Il “momento esatto” da aspettare (e quello da evitare)
Se vuoi un’indicazione chiara, eccola: non potare l’albicocco tra dicembre e l’inizio di febbraio. È il periodo in cui il gelo e l’umidità rendono i tagli più difficili da cicatrizzare. E l’albicocco, rispetto ad altri fruttiferi, è notoriamente più sensibile.
Se proprio devi intervenire a fine inverno, il “momento esatto” è a febbraio, ma giusto prima dello sbocciare delle gemme, quando il freddo più duro è passato e la pianta sta per rimettersi in moto. In pratica, devi aspettare quel punto sottile in cui l’inverno allenta la presa ma la vegetazione non è ancora partita davvero.
Perché il freddo rovina i tagli dell’albicocco
Immagina una ferita che non si chiude bene e resta esposta. Nei mesi rigidi succede qualcosa di simile: i tagli rimangono “aperti” più a lungo, i tessuti sono lenti a reagire, e il clima accentua i danni. L’albicocco può rispondere con una reazione tipica e pericolosa, la gommosi: quella fuoriuscita di sostanza ambrata che sembra innocua, ma spesso è il segnale di stress, infezione o sofferenza.
La gommosi non è solo un difetto estetico. Se si estende e si ripete, può:
- indebolire i rami e ridurre la fruttificazione
- favorire l’ingresso di patogeni attraverso i tagli
- compromettere la vitalità della pianta, fino a casi gravi di deperimento
Chi pota melo e pero in pieno inverno spesso non ha problemi. L’albicocco, invece, è più delicato e richiede un calendario diverso. Per capire la logica generale della potatura, puoi pensare ai principi base della potatura, ma qui la tempistica è davvero tutto.
I periodi ideali: quando la pianta ti “aiuta” a cicatrizzare
Fine estate e inizio autunno (settembre-ottobre): la scelta più sicura
Questo è il momento d’oro per l’intervento principale: dopo la raccolta, quando l’albero rallenta e si prepara al riposo. In questa finestra la pianta tende a cicatrizzare meglio e, soprattutto, riduce il rischio di “gomme di reazione”.
Cosa fare in questo periodo:
- eliminare rami secchi o mal posizionati
- alleggerire la chioma per far entrare luce e aria
- fare tagli un po’ più importanti, se necessari
Fine inverno (febbraio-marzo): sì, ma con cautela
Qui la regola è: solo prima del risveglio vegetativo. Quindi febbraio può andare bene, ma non il febbraio “gelido”. Appena vedi che le gemme si gonfiano e la pianta sta per partire, sei nel tratto giusto, devi muoverti con decisione ma senza esagerare.
In questa fase punta su:
- tagli mirati, non drastici
- rimozione di rami che si incrociano o ombreggiano
- correzioni leggere della struttura
Primavera (aprile-maggio): solo potatura verde leggera
In primavera si può fare una potatura verde: piccole correzioni su rami giovani e succhioni. Però serve un clima asciutto, perché l’umidità aumenta il rischio di gommosi. Qui non si “rifà” l’albero, si rifinisce.
Cosa succede se poti nel periodo sbagliato
Potare tra dicembre e inizio febbraio espone l’albicocco a una combinazione poco perdonante: freddo, tagli lenti a chiudersi, maggiore probabilità di stress e reazioni gommose. Il risultato più tipico è un albero che:
- produce meno gemme a fiore
- concentra energie nel “difendersi” invece che nel fruttificare
- entra in primavera già affaticato
Una mini-guida pratica per non sbagliare
Ecco una tabella semplice, da tenere a mente:
| Periodo | Va bene? | Tipo di intervento |
|---|---|---|
| Dicembre-inizio febbraio | No | Evita tagli, soprattutto grossi |
| Febbraio (prima delle gemme) | Sì, con cautela | Potatura moderata, mirata |
| Marzo | Dipende | Solo se non è già in pieno risveglio |
| Aprile-maggio | Sì, leggera | Potatura verde, solo con clima secco |
| Settembre-ottobre | Sì, ideale | Intervento principale dopo raccolta |
Il punto finale: proteggi il raccolto con la pazienza
Se vuoi davvero salvare fiori e frutti, il trucco non è potare di più, è potare nel momento giusto. Evita il cuore dell’inverno, rimanda i tagli importanti a settembre-ottobre, e se devi intervenire a fine inverno, fallo a febbraio, appena prima dello sbocciare delle gemme. È una scelta piccola, quasi invisibile, ma spesso è quella che separa un albicocco generoso da uno che “si lamenta” per tutta la stagione.




